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Ivana
Burano, Mazzorbo, Torcello: Il colore, la storia, l'arte Stampa E-mail
 Escursione di notevolissimo interesse etnografico, paesaggistico ed artistico in cui il breve percorso viene compensato da una straordinaria densità di motivi d’interesse. spunti di conoscenza e di momenti suggestivi. E’ il cuore storico, artistico e popolare della laguna nord che si offre al visitatore, svelandosi nei molteplici e contraddittori aspetti della sua attuale realtà. Un’esperienza da vivere per un giorno intero, senza fretta, con l’animo disposto alla scoperta e allo stupore che suscitano la bellezza ed i segni nobili della storia di cui questa parte della laguna è stata teatro.

Burano si raggiunge dalla Ricevitoria di Treporti con i vaporetti del servizio pubblico ACTV. Con gli stessi mezzi si effettua il trasferimento a Torcello.

Sant’Erasmo: C’è qualcosa di nuovo, anzi di antico a Sant’Erasmo: proprio così, perché L’antica e possente Torre Massimiliana che domina la spiaggetta del ‘baccan’, dove i veneziani vanno per tradizione a fare bagni e scampagnate, non è più un illustre rudere dell’architettura m ilitare austriaca (1800) ma una presenza fisica, ‘corposa che vive e vivifica l’antico spazio lungo la ‘linea dei fuochi che proteggeva la Laguna. Dedicata all’arciduca Massimiliano d’Austria, che vi trovò rifugio in un momento di forte turbolenza nel 1848, è stata completamente recuperata, risanata dal Magistrato alle Acque di Venezia , su progetto degli architetti Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini. I lavori sono stati realizzati nell’ambito delle opere di salvaguardia dalle acque alte e riqualificazione urbana. Dopo tanti anni di progressivo abbandono e degrado, la verde isola degli orti e dei vigneti ritrova il suo monumento più importante.

La Torre Massimiliana a Sant’Erasmo
Liberata dalla servitù militare, la Torre Massimiliana viene restituita dal Magistrato alle Acque di Venezia alla città e all’isola

Passeggiata a Sant’Erasmo
La stessa spiaggia, cioè il ‘bacàn’, gode ora gli effetti del restauro che ha coinvolto quella parte dell’isola che dialoga da secoli con San Francesco del Deserto e Burano da una parte e Treporti e Punta Sabbioni dall’altra: è un luogo dove il turismo è prevalentemente locale, domestico, non invasivo. Dalla lingua di sabbia consacrata alla tintarella in famiglia, si vede ora la possente Torre vivere nel paesaggio cambiando colore con il passare delle ore: in particolare, rosseggia all’alba e al tramonto quasi a voler segnalare che il presente ha riscattato la fortificazione e, rendendola vivibile agli isolani e ai loro visitatori, l’ha trasformata in un luogo di incontri, luogo di memoria storica e umana (le generazioni, il loro lavoro lì intorno). Chi la vorrebbe museo della Laguna Nord pensa a un atto d’amore.